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La Scala di Milano

La Prima del 7 dicembre e le attesissime novità

Ad Ottobre, la coppia Daniel Barenboim-Guy Cassiers prosegue con Siegfried il lavoro sull'Anello del Nibelungo, rappresentando per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano la Tetralogia wagneriana in lingua originale e con tutti gli episodi diretti dallo stesso regista. Un fil rouge accattivante con l'obiettivo di portare in scena tutto il Ring al completo: all'appello non potevano pertanto mancare le voci wagneriane più belle di oggi, quali sono quelle di Lance Ryan, Anna Larsson e Nina Stemme. I festeggiamenti del bicentenario della nascita di Wagner toccheranno il loro punto più importante ed esaltante con il momento più atteso dell'anno per tutti gli appassionati di lirica al mondo. Ovviamente stiamo parlando della Prima della Stagione Scaligera 2012/13 del 7 dicembre, che quest'anno proporrà la storia del cavaliere del cigno, Lohengrin, il principe del cristianesimo che viene in soccorso della mite Elsa di Brabante per salvarla dall'infamante accusa di fraticidio. Diretti dall'infaticabile bacchetta di Daniel Barenboim, gli interpreti più richiesti nel panorama internazionale, da René Pape a Jonas Kaufmann sino ad Anja Harteros, renderanno magico l'allestimento di Claus Guth incentrato sulla fitta rete di motivi musicali simbolici di cui è intessuta l'opera di Wagner.A Febbraio 2012 l'appuntamento con la Scala si raddoppia: per primo andrà in scena il Nabucco con Leo Nucci per la regia di Daniele Abbado e la direzione di Nicola Luisotti; sarà quindi la volta di Notre-Dame de Paris, musica di Maurice Jarre, scene di René Allio e costumi di Yves Saint-Laurent, ispirato ai personaggi di Esmeralda, Quasimodo, Frollo e Phoebus presi dalle pagine del romanzo di Victor Hugo. L'evocativo balletto di Roland Petit torna alla Scala dopo oltre dieci anni presagendo l'ennesimo sold-out.Nel mese di Giugno l'ultimo titolo del Ring è l'opera più amata delle quattro, Il crepuscolo degli dèi, che segnerà l'ultima fatica di Daniel Barenboim nella titanica impresa di portare in scena il ciclo completo mentre il regista Guy Cassiers concluderà alla perfezione il suo matrimonio fra recente tecnologia dell'immagine e antichità germanica pagana.